Brescello

Municipio di Brescello
Il Municipio di Brescello, 1945

A Brescello, come in tutta la Bassa reggiana, il fascismo si era imposto con la violenza.

Gli squadristi locali si rendono ad esempio responsabili dell’uccisione del bracciante comunista Silvio Zani a Villamaggiore di Boretto il 7 luglio 1922.

Nel mese successivo le squadre guidate dal povigliese Antonio Bigliardi costringono alle dimissioni l’amministrazione socialista del sindaco Fortunato Artoni, sostituendolo con il commissario prefettizio Ugo Verlicchi.

Nel marzo 1923 viene eletto sindaco Domenico Bacchi, ma nel febbraio 1924 il consiglio comunale viene sciolto per i contrasti interni al fascismo locale.

Ma tutte le opposizioni vengono messe a tacere: alle elezioni del 1924 ci sono 1225 voti fascisti su 1346 (degli altri 48 vanno al Psu, 10 al Psi, 9 al Pcd’I, 22 al Ppi); al plebiscito del 1929 1392 si e solo 11 no.

Nel 1930 il podestà Annibale Benacchi viene addirittura insignito di una medaglia da parte del re.

Nel 1943 la situazione però è notevolmente cambiata: la Rsi è debole e il commissario prefettizio Gemello Copelli è sostituito da Alberto Truzzi già in ottobre.

L’attività dell’antifascismo clandestino è intensa: il Cln è guidato da commerciante comunista Ugo Benassi, coadiuvato dal contadino socialista Aldo Artoni e dallo scultore cattolico Giulio Romiti.

I partigiani più attivi in zona sono quelli parmensi: il 7 aprile 1945 un gruppo di garibaldini provenienti da Corniglio scende a Brescello, attacca un autocarro tedesco a Lentigione e il giorno dopo fa saltare il ponte sull’Enza a Coenzo.

Il 12 aprile il Cln fa distribuire volantini per indire una manifestazione il girono successivo, in occasione della giornata provinciale di mobilitazione.

Vi partecipano oltre 3000 persone, la metà donne; i protagonisti sono i 7 partigiani parmensi che disarmano due militi, uccidono due spie e fanno saltare un ponte.

Alla testa dei manifestanti i sette partigiani parmensi, che occupano la Sede Municipale e affacciandosi dal balcone annunciano l’imminente Liberazione, gettando sulla folla le camice nere di due militi repubblicani della divisione Italia.

Poi raggiungono la sede della Brigata Nera, intimando la resa; i tedeschi trattano col partigiano Pierluigi Giovati.

Il 14, dopo aver provocato il crollo del ponte sull’Enza, i sappisti di Brescello incendiano alcuni carri ferroviari presso Sorbolo Levante (PR); e il 17 attaccano e disarmano il presidio fascista di Brescello catturando 10 militi.

Il 20 il comando della Brigata Nera si arrende senza combattere alle squadre partigiane, come mostra una lettera del commissario prefettizio al capo della Provincia.

Il giovane partigiano Elio Tagliavini “Wilson” della 77° cade il 23 aprile.

Il 25 il Cln nomina sindaco Innocente Arontaldi, un mezzadro che aveva a messo a disposizione la sua casa come base partigiana. Il vice è lo studente cattolico Renato Bersellini, sostituito in dicembre dall’architetto Armando Poggi.

Arontaldi viene poi confermato alle elezioni del 17 marzo 1946, quando le sinistre prendono 2.191 voti contro 901 della Dc. Il 2 giugno il Pci prende 1.183 voti, lo Psiup 1107, la Dc 828; al referendum si registrano 2.251 voti per la repubblica, 848 per la monarchia.

Nel 1947 Arontaldi si dimette per questioni personali e gli succede Leda Palazzi Bacchi, già staffetta come “Scampolo” e stimata maestra.

Nel 1951 la sostituisce Afro Bettati, socialista, già militare a Zara e poi internato in un lager; proprio nei giorni in cui iniziano nel paese le riprese del fil su Don Camillo ispirato a Giovannino Guareschi, anche lui ex-Imi.


Riferimenti:
L. Leris (Gracco), Antifascismo e Resistenza nela Bassa Parmense: 78. Brigata garibaldi SAP, Anpi, Parma 1975
R. Cavandoli – P. Pirondini, Partiti antifascisti e CLN nella Bassa Reggiana 1919-1946, Tecnostampa, Reggio Emilia, 1981
Leda: donna, staffetta, Sindaco, a cura di Istituto Comprensivo Poviglio-Brescello, Comune di Brescello, ANPI Sezione Brescello, Biblioteca Comunale “Antonio Panizzi” di Brescello e Pro-Loco di Brescello, Tipolitografia Valpadana, Brescello 2016
resistenzamappe.it
www.provincia.re.it

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Punti notevoli del territorio

Scuola Elementare di Brescello

Il monumento ai caduti delle due Guerre.

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Punti notevoli del territorio

Piazza Garibaldi

La fotografia ritrae un momento delle Celebrazioni Panizziane che si svolsero in questa piazza alla fine della seconda guerra, esattamente il 26 ottobre 1947 per la celebrazione dei 150 anni dalla nascita di Antonio Panizzi. Vediamo qui ritratta, donna tra gli uomini, il Sindaco Leda Bacchi Palazzi, succeduta al primo Sindaco eletto il 17 marzo 1946: Innocente Arontaldi. <br> Il primo Sindaco, già insediato nell’aprile 1945 appartenente al C.N.L. conosceva Leda e con lei teneva i contatti con altri partigiani e staffette per le zone di Brescello, Boretto, Castelnuovo Sotto e Reggio Emilia. Arontaldi era un contadino e come Leda mise la sua casa a disposizione per fuggiaschi, partigiani e politici del CNL. Infatti nel 1943 le case di Leda e di Arontaldi divennero case di latitanza con la funzione di accogliere, nascondere e dare ospitalità a soldati, sbandati e renitenti alla Repubblica di Salò, dopo l’8 settembre 1943. <br> Il peso dell’accoglienza ricadeva sulle spalle delle donne delle famiglie ospitanti ed emerge in questo periodo il ruolo fondamentale del mondo contadino nella Resistenza reggiana. Nel periodo precedente il 25 Aprile, il Comitato Nazionale di Liberazione reggiano puntava sulla capacità di ribellione delle donne. Venne organizzata una giornata di mobilitazione in tutta la provincia di Reggio Emilia, affidata ai Gruppi di Difesa della donna di cui anche Leda faceva parte. Fu prevista la partecipazione delle donne di montagna, città, pianura: 16.000 saranno le donne che scenderanno in piazza per chiedere il pane, il latte, il burro e la fine della guerra. I fascisti spararono a Reggio Emilia davanti alle carceri, a Novellara fecero fuoco davanti all’ammasso e a Brescello si contarono 5 donne ferite. <br> Anche negli ultimi giorni, dunque, la guerra non cessò di provocare morti e distruzione. Nei giorni tra il 20 e il 24 Aprile 1945 tutti i paesi della bassa furono liberati dalle formazioni SAP, si insediarono i C.L.N. e le giunte comunali, così accade anche a Brescello dove Innocente Arontaldi diventò Sindaco. La nuova Giunta iniziò subito a deliberare per i bisogni reali di una comunità sfinita dalla guerra, con problematiche sociali legate alla povertà, al bisogno di lavoro, ricostruzione, istruzione. Un documento del 31 maggio 1945 riporta come il Comitato si preoccupasse delle cittadine di Brescello, mondine andate a Lomello di Pavia per la monda del riso. Il documento riporta infatti un lasciapassare con l’autorizzazione per il trasporto di 20 q.li di vino per le mondine partite per le risaie. Insieme al vino si inviarono anche 20 q.li di frumento occorrente per l’alimentazione delle mondariso. <br> La vita lentamente riprendeva e in tutti i modi si cercava, in un clima di aiuto e solidarietà, di favorire la ripresa sociale ed economica della comunità. A questo contribuì anche Leda Bacchi Palazzi che - secondo la testimonianza resa dal Maestro Giuseppe Dosi - “volle riportare l’amicizia, che si tornasse ad essere amici come una volta, che si potesse vivere tutti in modo dignitoso…”. Leda è stata una staffetta nel periodo 1944-45 nella 77° Brigata S.A.P. Fratelli Manfredi: dalla sua casa di via Molino Caselle trasportava armi a Ghiarole, snodo attraverso l’Enza per i partigiani in contatto con il Parmense e il Mantovano, si recava spesso a Parma in una tipografia clandestina per ottenere documenti falsi per i fuggiaschi. Collaborò con le donne partigiane di Castelnuovo Sotto e Reggio, scriveva ed era in contatto con i responsabili delle forze partigiane: Ferretti e Fontanesi. Persona mite e insospettabile, riuscì a far liberare prigionieri italiani con uno scambio di soldati tedeschi. Conosceva bene la montagna avendovi insegnato prima della guerra e spesso accompagnava fuggiaschi dalla pianura alla montagna. <br><br><br><br>

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Segni di memoria

31 - Monumento ai Caduti Militari e Civili

Lapide - Monumento ai Caduti Militari e Civili - Capoluogo

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Segni di memoria

32 - Monumento ai Caduti (Lentigione)

Lapide - Monumento ai Caduti (Lentigione) - Lentigione

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