Cavriago

Casa Zanti oggi.
Casa Zanti, 1944

Cavriago è un paese di lunga tradizione socialista: il primo circolo risale al 1886 e già nel 1908 il Psi conquista l’amministrazione, col sindaco Cesare Arduini.

Il 6 gennaio 1919 il Circolo di Cavriago approva un Ordine del giorno a sostegno dell'Avanti e della Direzione del Partito, in cui tra l’altro "plaudono Lenin per l'instancabile opera che sostiene contro i reazionari sostenitori dell'imperialismo". L'Ordine del giorno, pubblicato dall'Avanti, viene ripreso da Lenin tre mesi dopo, in una seduta del Comitato Esecutivo Centrale del Soviet di Mosca. Alle elezioni del 1920 diventa sindaco di Cavriago il massimalista Domenico Cavecchi. Tra i consiglieri comunali eletti c’è il giovanissimo Angelo Zanti, destinato a diventare uno dei protagonisti dell’antifascismo reggiano.

Zanti, nato nel 1896, abita nell’attuale via XX Settembre 30, nell’area dell’ex macello comunale.

Operaio dall'età di 10 anni (faceva il garzone cestaio), a 16 era entrato nella Gioventù socialista. Militare durante la prima guerra mondiale, al ritorno a casa era diventato falegname. Nel 1921, delegato al Congresso di Livorno, aderisce al Pcd’I.

Dopo l’eccidio fascista del 1 maggio, perseguitato dagli squadristi, deve abbandonare il suo paese natale e trasferirsi a Ligonchio; nel 1923 emigra poi ad Argenteuil, in Francia, dove viene raggiunto dalla moglie e dalla figlia Carmen, che sarà anche lei militante comunista, gappista e poi presidente dell’Udi e dirigente del movimento femminile comunista internazionale(Fdif).

Nel 1925, su richiesta del partito, Angelo rientra a Cavriago. Dal '25 al '28 si tengono a casa sua diverse riunioni regionali del partito clandestino; e si stampa la versione quindicinale del’ “Unità”. Individuato nel 1929 dalla polizia, Zanti torna in Francia, dove due anni dopo viene arrestato ed espulso. Vive per qualche tempo da clandestino a Nizza, dove svolge attività a sostegno della Spagna repubblicana. Intanto nel 1940 i comunisti cavriaghini stampano un manifestino dattiloscritto “Contro la guerra fascista”, diffuso in una ventina di copie. Poi il gruppo si attrezza con un ciclostile costruito e ospitato proprio in casa Zanti.

Nel 1940 Angelo viene arrestato, estradato in Italia (dove resta rinchiuso per qualche mese in san Tommaso) e poi confinato a Ventotene. Rilasciato nell’agosto del 1943, riprende l’attività politica e partecipa alle prime riunioni provinciali del Pci in cui vengono fissate le direttive per l’inizio della lotta armata contro i tedeschi (il cosiddetto “lavoro sportivo”). Nell’aprile del 1944 assume il ruolo di Ufficiale di Collegamento con il nome di battaglia “Amos”.

Arrestato il 27 novembre 1944 a Rivalta insieme a tutto il Comando Piazza, viene torturato a Villa Cucchi e condannato a morte l’8 gennaio 1945. Mentre gli altri vengono graziati, lui, in quanto comunista, vede la condanna confermata dalle autorità fascista. La fucilazione avviene la mattina del 13 Gennaio 1945, nella caserma di viale Allegri a Reggio Emilia.

Gli verrà intitolata la 76° Brigata Sap reggiana; e verrà decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Riferimenti: :
L.Tiso, Angelo Zanti, Tipografia popolare, Reggio Emilia 1955
R.Cavandoli , Cavriago antifascista. Cronache 1922 - 1946. Cavriago 1975
A.Canovi, Cavriago ad Argenteuil. Migrazioni, comunità, memorie, Comune di Cavriago ; Istoreco, 1999
W.Casotti, Volontari della libertà. Partigiane e partigiani di Cavriago nella lotta contro il nazi-fascismo 1943 – 1945, Bertani & C., 2013
Quando i luoghi raccontano le storie. Una mappa per riscoprire le persone e i luoghi della guerra e della Resistenza a Cavriago : 1945-2015, Cavriago 2015
W.Casotti, Fascismo e antifascismo nella realtà di Cavriago, Edizioni VF Centro Grafico, Cavriago 2016
www.anpi.it/donne-e-uomini/2376/angelo-zanti
www.anpireggioemilia.it/agenda-della-resistenza/1945-13-gennaio-fucilazione-angelo-zanti/

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