Punti di interesse

Chiesa dei SS. Faustino e Giovita

L'origine della Chiesa Plebana di Sorbolo si può far risalire all'IX secolo (testamento della regina Cunegonda, nipote del re Carlo Magno, nel quale viene citata la chiesa di Sorbolo retta dal parroco Teusperto); un altro documento dell'11 giugno 1004 conferma l'esistenza della Chiesa Plebana di Sorbolo.
Che l'edificio della Chiesa Plebana di Sorbolo vanti origini romaniche lo testimoniano gli scavi nel presbiterio della chiesa, effettuati dopo il terremoto del 1971: alla profondità di circa 2 metri, i muri perimetrali dell'antica abside, concentrici a quelli attuali, e 4 tronconi di colonne fanno presumere che l'antica Pieve risalga all'XI-XII secolo: i resti della originaria pieve sono ora visibili nell’ambiente ricavato sotto il presbiterio, mentre nelle navate laterali si scorgono ampi tratti dei muri perimetrali.
L’aspetto attuale della chiesa, intitolata ai martiri Faustino e Giovita, è quello derivante dalla ricostruzione effettuata dopo i terremoti del 1831 e del 1832 e dopo il consolidamento e il restauro successivi ad un altro devastante sisma, quello del 15 luglio 1971.
All'esterno dei muri absidali dell'antica Pieve sono inoltre state ritrovate tre tombe che si presentano con cassa e spalla in muratura di laterizi e ciottoli, coperte con mattoni romani reimpiegati.
La torre campanaria è molto più recente, come del resto l'attuale chiesa di stile baroccheggiante. Infatti è stata alzata il 7 ottobre del 1699, dall'arciprete don Biggi, che aveva riparato anche la chiesa, come testimonia la lapide votiva posta sulla porta della sagrestia.
Di particolare interesse all'interno è l’insieme armonico di stucchi di Matteo Rusca, di notevole pregio, realizzato tra il 1833 e il 1850, comprendente sette ancone (i sei altari laterali - uguali a coppie - e quello maggiore), le balaustre di organo e cantoria (con trofei musicali nei pannelli) e il pulpito.