Punti di interesse

Piazza Garibaldi

La fotografia ritrae un momento delle Celebrazioni Panizziane che si svolsero in questa piazza alla fine della seconda guerra, esattamente il 26 ottobre 1947 per la celebrazione dei 150 anni dalla nascita di Antonio Panizzi. Vediamo qui ritratta, donna tra gli uomini, il Sindaco Leda Bacchi Palazzi, succeduta al primo Sindaco eletto il 17 marzo 1946: Innocente Arontaldi.
Il primo Sindaco, già insediato nell’aprile 1945 appartenente al C.N.L. conosceva Leda e con lei teneva i contatti con altri partigiani e staffette per le zone di Brescello, Boretto, Castelnuovo Sotto e Reggio Emilia. Arontaldi era un contadino e come Leda mise la sua casa a disposizione per fuggiaschi, partigiani e politici del CNL. Infatti nel 1943 le case di Leda e di Arontaldi divennero case di latitanza con la funzione di accogliere, nascondere e dare ospitalità a soldati, sbandati e renitenti alla Repubblica di Salò, dopo l’8 settembre 1943.
Il peso dell’accoglienza ricadeva sulle spalle delle donne delle famiglie ospitanti ed emerge in questo periodo il ruolo fondamentale del mondo contadino nella Resistenza reggiana. Nel periodo precedente il 25 Aprile, il Comitato Nazionale di Liberazione reggiano puntava sulla capacità di ribellione delle donne. Venne organizzata una giornata di mobilitazione in tutta la provincia di Reggio Emilia, affidata ai Gruppi di Difesa della donna di cui anche Leda faceva parte. Fu prevista la partecipazione delle donne di montagna, città, pianura: 16.000 saranno le donne che scenderanno in piazza per chiedere il pane, il latte, il burro e la fine della guerra. I fascisti spararono a Reggio Emilia davanti alle carceri, a Novellara fecero fuoco davanti all’ammasso e a Brescello si contarono 5 donne ferite.
Anche negli ultimi giorni, dunque, la guerra non cessò di provocare morti e distruzione. Nei giorni tra il 20 e il 24 Aprile 1945 tutti i paesi della bassa furono liberati dalle formazioni SAP, si insediarono i C.L.N. e le giunte comunali, così accade anche a Brescello dove Innocente Arontaldi diventò Sindaco. La nuova Giunta iniziò subito a deliberare per i bisogni reali di una comunità sfinita dalla guerra, con problematiche sociali legate alla povertà, al bisogno di lavoro, ricostruzione, istruzione. Un documento del 31 maggio 1945 riporta come il Comitato si preoccupasse delle cittadine di Brescello, mondine andate a Lomello di Pavia per la monda del riso. Il documento riporta infatti un lasciapassare con l’autorizzazione per il trasporto di 20 q.li di vino per le mondine partite per le risaie. Insieme al vino si inviarono anche 20 q.li di frumento occorrente per l’alimentazione delle mondariso.
La vita lentamente riprendeva e in tutti i modi si cercava, in un clima di aiuto e solidarietà, di favorire la ripresa sociale ed economica della comunità. A questo contribuì anche Leda Bacchi Palazzi che - secondo la testimonianza resa dal Maestro Giuseppe Dosi - “volle riportare l’amicizia, che si tornasse ad essere amici come una volta, che si potesse vivere tutti in modo dignitoso…”. Leda è stata una staffetta nel periodo 1944-45 nella 77° Brigata S.A.P. Fratelli Manfredi: dalla sua casa di via Molino Caselle trasportava armi a Ghiarole, snodo attraverso l’Enza per i partigiani in contatto con il Parmense e il Mantovano, si recava spesso a Parma in una tipografia clandestina per ottenere documenti falsi per i fuggiaschi. Collaborò con le donne partigiane di Castelnuovo Sotto e Reggio, scriveva ed era in contatto con i responsabili delle forze partigiane: Ferretti e Fontanesi. Persona mite e insospettabile, riuscì a far liberare prigionieri italiani con uno scambio di soldati tedeschi. Conosceva bene la montagna avendovi insegnato prima della guerra e spesso accompagnava fuggiaschi dalla pianura alla montagna.



Leda B. Palazzi su Sito web Provincia