Villa Triglia, 1944

Villa Triglia a San Polo d'Enza.

Villa Triglia a San Polo d'Enza.

La provincia di Reggio Emilia ha dato i natali a uno dei protagonisti della politica italiana del Novecento: Bartolomeo Ruini, per tutti “Meuccio”.

Ruini, nato a Reggio, figlio di un professore di matematica dell’istituto tecnico, aveva compiuto studi giuridici e poi intrapreso una fortunata carriera come funzionario ministeriale a Roma, dove si era trasferito a inizio secolo.

Da sempre appassionato di storia matildica, aveva acquistato una villa signorile in località Fratta di San Polo.

Radicale, consigliere comunale a Roma e provinciale a Reggio, Ruini era poi diventato deputato nel 1913 del collegio di Castelnovo Monti, interessandosi ai problemi della montagna.

Aveva raggiunto importanti incarichi di governo, ma poi, come riconosciuto oppositore del fascismo (aveva collaborato al “Mondo” di Amendola), aveva dovuto abbandonare la politica per dedicarsi all’avvocatura e agli studi storici.

Per paura che gli fosse confiscata, aveva venduto la villa sampolese al marito della sorella Matilde, detta Ilde (1880-1962), Manlio Triglia (1884-1961), da cui poi la residenza ha preso il nome.

In ogni caso nel 1944 la villa viene requisita dai tedeschi mentre Ruini si trova a Roma; e ospita una postazione del controspionaggio tedesco, l’Abwehr.

Ma tra gli operatori telegrafisti arriva in luglio Eberhard Bethge (1909-2000). Bethge era un teologo protestante, già studente, poi collega e amico del grande pastore Dietrich Bonhoeffer (1906-1945).

I due si erano conosciuti presso il seminario clandestino che Bonhoeffer teneva a Finkewalde, in Pomeriania, per conto della chiesa confessante perseguitata dai nazisti. Nel 1943 Bethge aveva anche sposato Renate Schleicher, figlia della sorella di Bonhoeffer, Ursula.

Dietrich era stato nel frattempo arrestato dalla Gestapo perché coinvolto nelle trame per attentare a Hitler.

Bethge invece viene arruolato e spedito in Italia, prima a Roma poi a Nord.

Nei mesi dell’estate 1944, Bethge intrattiene un importante carteggio con l’amico detenuto a Berlino nel carcere di Tegel. Eberhard gli racconta le violenze dell’occupazione , le bellezze del paesaggio, le attività dei partigiani. Dietrich invece gli propone riflessioni filosofiche e teologiche. Consapevole del loro valore, Bethge distrugge gli originali delle lettere, ma ne invia copie alla moglie in Germania.

In seguito a una nuova ondata di persecuzioni, Bonhoeffer verrà portato a Flossenburg e impiccato il 9 aprile 1945. Anche Bethge verrà scoperto e a sua volta incarcerato, ma si salverà della morte per la fine della guerra.

Le lettere dal carcere diventeranno parte del lo straordinario volume Resistenza e Resa, uscito nel dopoguerra a cura di Bethge e tradotto in tutto il mondo.


Meuccio Ruini riprenderà nel 1945 la sua fortunata carriera politica: sarà tra l’altro presidente della Commissione dei 75 in Assemblea Costituente; presidente del Senato nel difficile frangente del 1953, e Consigliere di Stato.

I coniugi Triglia si trasferiranno invece a Pomezia, dove Manlio sarà anche sindaco dal 1952 al 1956; il figlio Antonio (1916-2005), ingegnere e imprenditore edile, già tra i fondatori del partito d’azione, sarà poi presidente del Credem dal 1975 al 1986.

La Villa è oggi di proprietà della famiglia Albarelli.


Riferimenti:
M. Ruini, Ricordi, Giuffrè, Milano 1973
A.Zambonelli, Dietrich Bonhoeffer: salvati a San Polo i suoi "scritti sotto la forca", in “Millenni Sampolesi”, 1997, 2, pp. 229 ss.; e Id., Dietrich Bonhoeffer e le sue lettere a San Polo d’Enza, in “RS”, 1995, 76, pp.44 ss.
R.Panattoni, a cura di, Dietrich Bonhoeffer e la comunità del cuore. Atti del Convegno, San Polo d'Enza, 14-15 novembre 1997, Il Poligrafo, Padova 1999
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