Terza Brigata Julia Distaccamento Gemona 25 Aprile 1945 – Parma piazza Garibaldi

Traversetolo è un Comune pedemontano delimitato tra le valli del Parma e dell’Enza.
Nella presentazione del libro “Un Paese tra Impero e Nazione “pubblicato nel 2016 così scriveva l’allora Sindaco Mari:

“..Con il Risorgimento si arrivò alla creazione dello Stato unitario, poi la Resistenza ci portò alla Repubblica; un filo ideale lega quella gioventù che tra il 1943-45 si ribellò alla tirannia e tra il 1848 e il 1866 partì volontaria per l’indipendenza e l’unità della Patria; entrambi seguirono la strada del riscatto e dell’onore, ne sono perenne testimonianza le lapidi poste sul lato nord e sud del Palazzo Municipale…

Il Paese visse con vigoria partecipativa entrambe le stagioni.
Cerchiamo di raccontare quello che visse questa Comunità tra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945.

Prima qualche numero:

297 partigiani combattenti (compresi quelli di Castione che allora faceva parte di Neviano), si tenga presente che Traversetolo (censimento 1936) contava ~ 6700 abitanti
13 partigiani caduti; 1 medaglia di bronzo al VM. Assegnata al nostro Comune; 6 medaglie d’argento +3 di bronzo,

Ruoli di comando: 1 capo di stato maggiore; 2 comandanti di brigata; 1 vicecomandante di brigata; 1 vicecommissario di brigata; 6 comandanti di battaglione; 1 vicecomandante di battaglione; 14 comandanti di distaccamento; 1 medico di brigata; 3 commissari di distaccamento.

Questo è il contributo che questa comunità di 6000 anime diede alla guerra di Liberazione, fu il risultato di una presa di coscienza che si sviluppò, come per altri, nelle sabbie del Nordafrica, nel fango della Grecia e nelle steppe gelate della Russia, ma non solo, anche da un processo di maturazione che ebbe inizio qualche anno prima.

(n.b.: le foto che seguono possono essere ingrandite cliccandovi sopra)

I racconti che proponiamo hanno bisogno di una premessa o, meglio di un sunto di chi allora c’era, non partiamo dal 1943 ma da un decennio prima, Michele Cisarri  fu spettatore e protagonista, sentiamo cosa ci racconta:
1922-1945 Cronaca dell’antifascismo a Traversetolo

“..Ma chi più di tutti siglava ogni sproloquio del Duce e degli altri maggiorenti con le sue battute sferzanti era
l’avvocato Ildebrando Cocconi , seduto davanti al caffè Silva, con l’immancabile cravatta nera alla Lavallière e la mazzetta di bambù.
Ed insieme a Lui devono essere ricordate anche altre figure caratteristiche di antifascisti indomabili: Domenico Pedretti, il professor Duc spesso costà dalla nativa Liguria, Cesare Zini……
Le case Cocconi e Pedretti erano fucine di resistenza a carattere locale, e anche provinciale….
Nella casa dell’avv. Cocconi si riunivano commentando in prosa e in versi quella caricatura dell’Impero romano che era il regime fascista, l’Onorevole Guerci dalla parola tagliente come una lama, l’avvocato Fava, l’avvocato  Calzolari, l’audace “Ribelle” ed altri.

 La casa Pedretti , che nei primi anni del ventennio aveva avuto come ospite fraterno Priamo Brunazzi, grande invalido di guerra, ridotto in fin di vita dalle camicie nere, raccoglieva nella grande sala ottocentesca i popolari professori Fantini e Duc, il multi-bastonato ma indomabile Antonio Fattori, il maggiore degli alpini Ennio Bogliani, gente che usava addirittura in quell’epoca far piani di capovolgimento politico.
E ciò che si diceva in queste case e in altre più o meno simili, non restava del tutto nascosto, ma per vie discrete giungeva ai giovani del paese……: in casa Sacchelli, ad esempio il sottoscritto e gli amici della scapigliatura ascoltavano radio Madrid, E ci si esaltava dinnanzi all’eroismo del battaglione Garibaldi, o si piangeva sui migliori di Vienna gettati nei lager dagli invasori nazisti.
Ma la guerra era alle porte…cominciarono a partire i giovani del Paese per i vari fronti; partirono senza entusiasmo, ma fecero il loro dovere e molti caddero, poi arrivò il 25 luglio 1943, quando la radio annunciò la caduta del Duce, borghigiani e soldati in licenza, vecchi, giovani, ragazze, inneggiano, abbracciandosi…come impazziti per la gioia.
La casa del fascio venne buttata all’aria, nessuna vendetta però……
Poi l’8 settembre: i nostri soldati alla spicciolata e a frotte ritornano a casa, alcuni, ahimè, non a casa ma verso i lager tedeschi, e a rendere più grigio l’ambiente ecco le prime puntate di soldati tedeschi in paese con secche disposizioni a caccia di alcuni poveri ebrei qui internati, come se non bastasse la rinascita del fascismo proclamata dal maresciallo Graziani con tutta la cattiveria di cui era capace.
Ma è proprio in questa atmosfera di coazione e di avvilimento che tutte le componenti passate e presenti si fondono.
Mai più con i fascisti e ci confortano in questa decisione le notizie dolorose che cominciano a correre per la Provincia.
Il primo febbraio 1944 vengono uccisi dai repubblichini tre galantuomini: Tommaso Barbieri, Ercole Mason ed Emmo Valla.
Giunti a questo punto, quel passato che ho tratteggiato confluisce nello spirito del presente e prepara il paese a quella Resistenza che l’ha reso noto e onorato.
Cominciano intanto i primi movimenti clandestini, chi scrive visse in contatto tra l’antifascismo parmense e i giovani del paese e ricorda l’impazienza e la passione di costoro, per poter avere un’arma e combattere.
A proposito di armi è interessante la storia del primo carico raccolto a Parma nelle caserme abbandonate, dopo averle provvisoriamente occultate in alcuni loculi del cimitero di Bannone, furono poi portate il 29 settembre 1943
sopra un carro trainato da cavalli a Campora, il carico fu scortato da Enrico Pedretti e dal compianto Demos Campanini , dopo mille peripezie fu nascosto nelle grotte alle falde del Fuso.

Tra le notizie che ci riporta Cisarri, ne manca una, ci arriva non da fonte documentata, ma dai ricordi dell’amico Enrico Pavesi Molinari: alla fine di settembre inizi ottobre del 1943, a Traversetolo nella locanda Italia, in piazzale Rondani, si tenne una riunione clandestina e operativa del nascente CLN erano presenti l’avv.to Ildebrando Cocconi, Enrico Pedretti, Cesare Barozzi e il medico condotto Enrico Molinari.
L’avv.to Cocconi non vide né il ritorno della Democrazia né la nascita della Repubblica, il suo spirito fiero, indipendente e libertario ci lasciò nel dicembre del 1943.

A questo punto passiamo ad un altro spettatore e protagonista.

La penna è di Luigi Cortese (Ilio) (a sinistra) , già commissario della 47ª Garibaldi.

Da i “Cospiratori”

 Il prof. Fantini nel suo diario su Traversetolo, occupandosi del periodo clandestino e del contributo del popolo traversetolese contro fascisti e nazisti afferma: “inviato dal Comitato parmense di Resistenza all’invasore, verso la metà di settembre giungeva a Traversetolo Ilio, il quale prendeva contatto con alcuni elementi del luogo di sicura fede antifascista”.
Dopo qualche giorno, i cospiratori portavano a Bannone armi e munizioni che venivano occultate nel cimitero di quella villa, nonché viveri, indumenti e medicinali nascosti nella casa di un vecchio alpino.

Il vecchio alpino era Domenico Pedretti : uno degli uomini più generosi e coraggiosi che abbia conosciuto durante la Resistenza.
Mi era stato presentato da Toti Brunazzi (a destra)  che Pedretti amava come un figlio per via dei rapporti di amicizia e di lotta che aveva avuto con suo padre Priamo, già volontario combattente, giornalista, grande invalido di guerra e fondatore dell’associazione nazionale invalidi di guerra, nonché antifascista conseguente.
A casa Pedretti mi fu anche presentato il maggiore Ennio Bogliani di Palanzano, con il quale ero già entrato in contatto tramite l’organizzazione clandestina di Parma.
Con queste presentazioni entrammo subito in calorosa amicizia, anche se a volte il signor Domenico non mancava di ironizzare affettuosamente sulla mia fede comunista.
Successivamente il carico d’armi e munizioni provvisoriamente nascosto nel cimitero di Bannone, lo feci trasferire verso Campora destinato alla organizzazione del nevianese.
Fu il primo trasporto di armi e materiali destinato alla guerriglia, e lo ricordo per il suo aspetto di romanzesca clandestinità.
Ad eseguirlo furono i giovani, poi quadri partigiani, Enrico ed Antonio Pedretti, Toti Brunazzi con i cugini Dodo ed Ernesto Braga e Demos Campanini.
Altro personaggio chiave con cui entrai in contatto fu Demos Campanini e suo padre di cui non ricordo il nome, soprannominato il “Magnan”.
Campanini che era un mio compagno di partito ed uno dei primi partigiani di Traversetolo assieme a sua moglie Emilia Tagliavini, mi riferì sulla situazione dell’antifascismo in paese e delle possibilità di contatti con diversi giovani del luogo.
…..Nella mia attività di corriere e organizzatore, spesso mi fermavo a Mamiano a casa di Mario Mori e di sua moglie, la paziente e generosa Linda Ferrari. Era una prima tappa che anticipava la sosta alla tavola di Domenico Pedretti del quale devo ricordare anche il buon vino….
……Tra i cospiratori clandestini di Traversetolo un posto notevole
lo occupa Michele Cisarri, colto, aperto, politicamente informato, che persuase tanti giovani del luogo a scegliere la via dell’onore e della lotta per la libertà.
Se il Comune di Traversetolo poté dare un contributo così massiccio alla lotta partigiana, lo deve anche a chi seminò bene e Pedretti, Cisarri e Campanini seminarono bene.….

  Lo scritto presentato non è altro che la cornice di un quadro di racconti e biografie, che, chi vuole, potrà leggere secondo l’indice allegato.

Terminando questa premessa, non possiamo non ricordare il preziosissimo contributo del nostro indimenticabile conterraneo Rodolfo Fantini con il suo “Traversetolo nel periodo clandestino” edito dall’ANPI nel lontano 1947.
Concludiamo con le ultime righe del suo bel Diario:

“…Per tal modo nella notte tra il 25 e il 26 aprile, Parma era completamente circondata dalle brigate Garibaldine, Julia e Pablo, pronte ad occuparla.
All’alba esse iniziano il rastrellamento dei franchi tiratori; mentre le altre formazioni puntavano ai settori loro assegnati.
Il comandante del distaccamento “Gemona” (Cesare Barozzi) ¹, alle 7 antimeridiane, tra indescrivibili manifestazioni di gioia popolare, esponeva sul palazzo del Governatore, in piazza Garibaldi, la libera bandiera della nuova Italia.
Subito “Michele” (Michele Cisarri) porgeva il saluto dei patrioti al popolo plaudente.
E ‘stato giusto che quest’onore toccasse ai partigiani di Traversetolo, ossia al Comune che, nel movimento partigiano, è stato tra i primi della Provincia.

¹ Il distaccamento “Gemona” comandato dall’indimenticabile “Cesare al moliner” era composto esclusivamente da Traversetolesi.

 

Episodi particolarmente significativi della resistenza a Traversetolo

Biografie

 

Comune di Traversetolo

 

MUSEI

TRAVERSETOLO: Museo “Renato Brozzi”

TRAVERSETOLO – MAMIANO: Fondazione Magnani-Rocca

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