Carmen Zanti

Figlia dell'antifascista Angelo Zanti, cresce in Francia, dove il padre è in esilio. Fin da giovanissima milita nel Partito Comunista Francese a Nizza. Nel 1940 rientra in Italia, dopo il 1943 si adopera nella lotta partigiana e diviene poi funzionaria del Partito Comunista Italiano. Dopo il 1953 è fra i dirigenti dell'Unione Donne Italiane. Già dal 1950 si occupa inoltre dei rapporti con analoghe organizzazioni internazionali che si articoleranno poi nella FDIF, Federazione Democratica Internazionale delle Donne. dapprima con sede a Parigi, quindi con sede a Berlino Est. Carmen vi opera dal 1957 al 1963. Nel ‘63, al Congresso di Mosca, Carmen, con una dichiarazione di voto senza precedenti, pronuncia l’atto di abbandono della FDIF votando contro la mozione maggioritaria che subordina l’emancipazione femminile alla realizzazione del comunismo; la ritiene inaccettabile per tutte le donne e si esprime a favore dell’autonomia e dell’emancipazione, in linea con l’UDI.

Tornata in Italia, nel 1963 viene eletta alla Camera dei Deputati, dove rimane fino al 1972, quando diviene senatrice. Concluso il mandato, nel 1976 torna a Reggio Emilia, dove muore tre anni più tardi.